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Tassi BCE 2026: decisioni, effetto sulla rata e prossime riunioni

Tassi BCE 2026: tutte le decisioni dal 2022, quanto pesano sulla rata del mutuo variabile (circa 28 € al mese ogni 0,25 punti) e le prossime riunioni.

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Scritto dalla Redazione RateMaster · Progetto editoriale indipendente

All'8 ottobre 2026 il tasso sui depositi presso la BCE è al 2,50%, in vigore dal 16 settembre. È il risultato di due rialzi nel 2026: la BCE ha alzato i tassi di 0,25 punti con la decisione dell'11 giugno (in vigore dal 17) e di nuovo con quella del 10 settembre, dopo otto tagli consecutivi tra giugno 2024 e giugno 2025. Le prossime decisioni sono il 29 ottobre e il 17 dicembre 2026.

Per chi ha un mutuo variabile il rialzo è già nella rata: su un mutuo tipo da 200.000 € in 25 anni, con spread 1,2%, la rata è passata da 972 € di gennaio a 1.038 € di settembre. Questa pagina riassume tutte le decisioni dal 2022, spiega come arrivano alla rata e raccoglie il calendario delle prossime riunioni. I dati aggiornati sono nell'Osservatorio Tassi.

Punti chiave

  • Tasso sui depositi BCE: 2,50% dal 16 settembre 2026 (2,25% dal 17 giugno 2026, 2,00% dall'11 giugno 2025).
  • Dal 2022: 10 rialzi (da −0,50% a 4,00%), 8 tagli da 0,25 punti (fino al 2,00%) e, nel 2026, 2 rialzi da 0,25 punti.
  • Sul mutuo tipo, ogni 0,25 punti in più sull'Euribor a 3 mesi valgono circa 28 € al mese di rata (circa 14 € ogni 100.000 € di capitale).
  • Un mutuo a tasso fisso non cambia con le decisioni BCE. La surroga è gratuita per legge; la rinegoziazione con la tua banca può essere pattuita senza spese.

Le decisioni BCE dal 2022, una per una

La tabella riporta il tasso sui depositi presso la BCE e la data di entrata in vigore di ogni variazione (fonte: BCE). Il tasso sui depositi è quello che le banche ricevono depositando liquidità presso la BCE per una notte. Gli altri due tassi ufficiali lo seguono: le operazioni di rifinanziamento principali (liquidità a una settimana) sono dal 16 settembre 2026 al 2,65% e i prestiti marginali (liquidità overnight) al 2,90%.

In vigore dal Tasso sui depositi Variazione (punti)
18/09/2019 (fino al 26/07/2022) −0,50% –
27/07/2022 0,00% +0,50
14/09/2022 0,75% +0,75
02/11/2022 1,50% +0,75
21/12/2022 2,00% +0,50
08/02/2023 2,50% +0,50
22/03/2023 3,00% +0,50
10/05/2023 3,25% +0,25
21/06/2023 3,50% +0,25
02/08/2023 3,75% +0,25
20/09/2023 4,00% +0,25
12/06/2024 3,75% −0,25
18/09/2024 3,50% −0,25
23/10/2024 3,25% −0,25
18/12/2024 3,00% −0,25
05/02/2025 2,75% −0,25
12/03/2025 2,50% −0,25
23/04/2025 2,25% −0,25
11/06/2025 2,00% −0,25
17/06/2026 2,25% +0,25
16/09/2026 2,50% +0,25

Il ciclo si legge in quattro fasi: dieci rialzi tra luglio 2022 e settembre 2023, che portano il tasso da −0,50% a 4,00%; quasi nove mesi di pausa; otto tagli da 0,25 punti tra giugno 2024 e giugno 2025, fino al 2,00%; un anno di pausa e poi i due rialzi del 2026. Il tasso di oggi (2,50%) è lo stesso di marzo 2025.

Cosa è successo nel 2026

Il 2026 ha invertito la direzione. Dopo un anno con il tasso fermo al 2,00%, la BCE ha alzato i tassi due volte, entrambe di 0,25 punti; quello dell'11 giugno è il primo rialzo dal settembre 2023. Le motivazioni, legate all'andamento dell'inflazione, sono nei comunicati ufficiali della BCE (decisioni di politica monetaria); qui contano gli effetti sulla rata.

Riunione Esito
5 febbraio 2026 Tassi invariati
19 marzo 2026 Tassi invariati
30 aprile 2026 Tassi invariati
11 giugno 2026 +0,25 punti (in vigore dal 17 giugno)
23 luglio 2026 Tassi invariati
10 settembre 2026 +0,25 punti (in vigore dal 16 settembre)
29 ottobre 2026 Prossima decisione
17 dicembre 2026 Ultima riunione dell'anno

Il calendario 2027 prevede le decisioni del 4 febbraio, 18 marzo, 29 aprile, 10 giugno, 22 luglio, 9 settembre, 28 ottobre e 16 dicembre. La decisione viene annunciata alle 14:15 e i nuovi tassi entrano in vigore il mercoledì successivo: per questo l'11 giugno diventa 17 giugno e il 10 settembre diventa 16 settembre.

Dalla decisione della BCE all'Euribor

La BCE non fissa l'Euribor. L'Euribor è il tasso a cui le banche si prestano denaro a 1, 3, 6 o 12 mesi e incorpora ciò che il mercato si aspetta dalla BCE in quel periodo. Per questo si muove prima delle decisioni, non dopo: l'Euribor a 12 mesi (media mensile) è salito da 2,22% di febbraio a 2,57% di marzo e a 2,80% di maggio, quando la BCE non aveva ancora toccato i tassi.

Ecco l'Euribor a 3 mesi (media mensile BCE) nel 2026 e la rata del mutuo tipo (200.000 €, 25 anni, spread 1,2%):

Mese 2026 Euribor 3 mesi TAN (con spread 1,2%) Rata mutuo tipo Variazione da gennaio
Gennaio 2,028% 3,228% 972,31 € –
Febbraio 2,011% 3,211% 970,52 € −1,79 €
Marzo 2,109% 3,309% 980,88 € +8,57 €
Aprile 2,175% 3,375% 987,89 € +15,58 €
Maggio 2,226% 3,426% 993,33 € +21,02 €
Giugno 2,339% 3,539% 1.005,44 € +33,13 €
Luglio 2,425% 3,625% 1.014,70 € +42,39 €
Agosto 2,513% 3,713% 1.024,24 € +51,93 €
Settembre 2,635% 3,835% 1.037,54 € +65,23 €

A gennaio, con la BCE ferma al 2,00%, l'Euribor a 3 mesi era 2,03%, quasi identico al tasso sui depositi. A settembre la media è 2,635%, sopra il tasso sui depositi (2,25% fino al 15 settembre, 2,50% dal 16), e le scadenze più lunghe salgono: 1 mese 2,414%, 3 mesi 2,635%, 6 mesi 2,922%, 12 mesi 3,247%. Una curva così inclinata indica in genere che il mercato mette in conto altri rialzi. È un'aspettativa, non una decisione, e può essere smentita in entrambe le direzioni. Attenzione anche al calendario: la media di settembre comprende solo due settimane con il tasso sui depositi al 2,50%, quindi la prima media mensile completa con il nuovo tasso sarà quella di ottobre.

Dall'Euribor alla rata del tuo mutuo

Nel contratto di un mutuo variabile sono scritti: quale Euribor (1, 3 o 6 mesi), come e quando viene rilevato, ogni quanto si ricalcola la rata (di solito ogni 3 mesi con l'Euribor a 3 mesi, ogni 6 con quello a 6 mesi) e lo spread, che di norma resta fisso. Tra una decisione della BCE e la rata passano quindi da qualche settimana ad alcuni mesi, e una parte dell'effetto è già arrivata prima della decisione. Se invece il mutuo è a tasso fisso, la rata non cambia qualunque cosa faccia la BCE.

Quanto vale? Sul mutuo tipo la rata è passata da 972,31 € di gennaio a 1.037,54 € di settembre (+65,23 €, +6,7%). Ogni 0,25 punti sull'Euribor a 3 mesi spostano la rata di circa 28 € (27,54 € nel nostro esempio); su 100.000 € di capitale residuo sono circa 14 €.

Euribor 3 mesi (media) TAN Rata mutuo tipo Variazione
2,135% (−0,50 punti) 3,335% 983,64 € −53,90 €
2,385% (−0,25 punti) 3,585% 1.010,39 € −27,15 €
2,635% (settembre 2026) 3,835% 1.037,54 € –
2,885% (+0,25 punti) 4,085% 1.065,08 € +27,54 €
3,135% (+0,50 punti) 4,335% 1.093,02 € +55,48 €
3,635% (+1,00 punto) 4,835% 1.150,03 € +112,49 €

Sono scenari di calcolo, non previsioni: nessuno può sapere cosa deciderà la BCE il 29 ottobre. Per il tuo caso usa il calcolatore del mutuo a tasso variabile con capitale residuo, durata residua e spread del tuo contratto.

E i mutui a tasso fisso?

Un mutuo fisso già stipulato non cambia. Cambia il costo di un fisso nuovo, che si basa sull'IRS alla scadenza del mutuo più lo spread, non sul tasso BCE in modo diretto (come si forma lo spiega IRS e mutuo fisso). IRS (stima dalla curva AAA della BCE) al 7 ottobre 2026:

Scadenza 5 anni 10 anni 15 anni 20 anni 25 anni 30 anni
IRS 3,17% 3,50% 3,69% 3,77% 3,78% 3,76%

Da gennaio a settembre l'IRS a 25 anni (media mensile) è salito da 3,36% a 3,75% e la rata fissa del mutuo tipo da 1.118 € a 1.163 € (+45 €); con il 3,78% del 7 ottobre è 1.167 €. Anche i fissi si sono quindi mossi, ma meno del variabile (+65 €), perché l'IRS riflette le attese sui prossimi decenni più che la politica monetaria di breve periodo. Per simulare un fisso con i tuoi dati c'è il calcolatore del mutuo a tasso fisso.

Cosa fare se hai un mutuo a tasso variabile

  1. Leggi il contratto. Indice, spread, frequenza di revisione, eventuali cap e floor sono nel documento di sintesi o nelle comunicazioni periodiche della banca.
  2. Fai lo stress test. Con il calcolatore calcola la rata a +0,5, +1 e +2 punti di Euribor: se il budget non regge, conviene agire prima, non dopo.
  3. Valuta le leve a disposizione:
    • Surroga: spostare il mutuo in un'altra banca, magari a tasso fisso, non ha costi per il cliente. L'art. 120-quater TUB vieta alle banche di applicare costi di qualsiasi genere, anche indiretti, per le formalità, e commissioni o spese di istruttoria. Vedi quando conviene la surroga.
    • Rinegoziazione con la tua banca: la legge consente di pattuire la variazione delle condizioni senza spese (art. 120-quater, comma 5), ma la banca può non accettare. Vedi come funziona la rinegoziazione.
    • Fisso, misto o cap: stabilizzano la rata a un costo. Sul mutuo tipo il fisso costa oggi circa 129 € al mese in più del variabile (1.167 € contro 1.038 €): il confronto completo è in fisso o variabile: quale conviene; per il misto c'è il calcolatore del mutuo misto.
    • Rimborso parziale: sui mutui casa di persone fisiche non sono dovute penali di estinzione anticipata (art. 120-ter TUB).
  4. Non inseguire la BCE. I dati mostrano che l'Euribor si muove prima delle riunioni: aspettare la decisione per scegliere vuol dire scegliere quando una parte dell'effetto è già nella rata.

Dati: BCE per i tassi ufficiali, le medie mensili dell'Euribor e la stima dell'IRS dalla curva AAA. Mutuo tipo: 200.000 €, 25 anni, spread indicativo 1,2%, ammortamento alla francese: sono simulazioni, non offerte. Pagina aggiornata all'8 ottobre 2026; i valori più recenti e lo storico completo sono nell'Osservatorio Tassi.

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Inserisci capitale residuo, durata e spread: vedrai la rata attuale e come cambierebbe con +0,5, +1 e +2 punti di Euribor.

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Fonti e riferimenti

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