Firmi il rogito il 3 del mese, la banca eroga il mutuo lo stesso giorno, e alla scadenza mensile ti arriva una prima rata "strana": solo interessi, nessun capitale rimborsato. Non è un errore della banca — è il preammortamento, una fase del mutuo che quasi nessuno legge nel contratto ma che tutti si trovano in busta.
Punti chiave
- Il preammortamento è il periodo iniziale del mutuo in cui la rata comprende solo gli interessi, senza rimborso di capitale
- Esistono due varianti: quello tecnico (pochi giorni o settimane, per allineare le date), quasi automatico, e quello contrattuale (mesi o anni, tipico dei mutui su immobili in costruzione)
- Ogni mese di preammortamento allunga di fatto la durata del finanziamento e aggiunge interessi che non contribuiscono a ridurre il debito
- Con un mutuo da 180.000 € al 4,97% fisso, 6 mesi di preammortamento contrattuale costano circa 4.470 € di interessi che non vedrai mai tornare come capitale rimborsato
- Gli interessi di preammortamento possono rientrare nella detrazione del 19% sugli interessi del mutuo prima casa (art. 15 TUIR), ma il regime cambia se il mutuo è per l'acquisto (tetto di 4.000 € di interessi l'anno) o per la costruzione (tetto di 2.582,28 €): verifica quale si applica al tuo caso
Cos'è il preammortamento del mutuo
Nel gergo bancario italiano il preammortamento indica la finestra temporale che va dall'erogazione del mutuo all'inizio dell'ammortamento vero e proprio — cioè il piano di rientro del capitale, di solito calcolato con il metodo francese.
Durante questa finestra la banca ha già trasferito il denaro (o parte di esso), quindi maturano interessi. Ma il piano di rimborso rateale non è ancora partito. La quota capitale delle rate ordinarie, quindi, non c'è: paghi solo interessi, calcolati giorno per giorno sul capitale erogato.
Sembra un dettaglio contabile, ed è così quando il preammortamento dura una manciata di giorni. Diventa una voce di spesa concreta quando dura mesi — cosa che accade più spesso di quanto si creda, soprattutto se stai comprando una casa in costruzione, ristrutturando o accendendo un mutuo edilizio a stato avanzamento lavori (SAL).
Preammortamento tecnico vs contrattuale
Sono due animali diversi, anche se il nome è quasi uguale.
Preammortamento tecnico. È la finestra breve che serve a far coincidere la data della prima rata con una data "pulita" del mese, tipicamente il primo o l'ultimo giorno. Se ti eroghi il 12 gennaio e la prima rata cade il 1° marzo, il periodo dal 12 gennaio al 28 febbraio genera interessi che vengono conteggiati a parte, in una rata iniziale chiamata proprio "rata di preammortamento tecnico". Dura da pochi giorni a un mese e mezzo, e nella maggior parte dei casi non è negoziabile: dipende dalle convenzioni tecniche della banca.
Preammortamento contrattuale (o convenzionale). È una scelta esplicita del contratto: la banca eroga tutto o parte del capitale e concede un periodo — spesso da 6 a 24 mesi — durante il quale il mutuatario paga rate composte da soli interessi. È tipico per:
- Mutui su immobili in costruzione, dove la casa non è ancora agibile e la banca eroga il capitale in tranche legate agli stati avanzamento lavori
- Mutui per ristrutturazione importante, quando l'immobile non è abitabile fino a fine cantiere
- Mutui liquidità con destinazione specifica (es. avvio attività), dove si concede al debitore tempo prima di iniziare a rimborsare il capitale
Nel primo caso il preammortamento è quasi un obbligo tecnico; nel secondo e nel terzo è una leva contrattuale che ha un costo preciso — e che vale la pena valutare con freddezza.
Come si calcolano gli interessi di preammortamento
La formula è banale, ed è uno degli aspetti utili di capire perché rende immediato il confronto tra offerte.
Interessi di preammortamento = Capitale erogato × TAN × giorni / 365
Nel caso del preammortamento tecnico, il "capitale erogato" è l'intero importo del mutuo, mentre i "giorni" sono quelli tra la data di erogazione e la prima rata piena. Nel preammortamento contrattuale con erogazione a SAL, il capitale è quello effettivamente trasferito fino a quel momento — e cambia man mano che gli stati avanzamento vengono liquidati.
Vale la pena notare che per il preammortamento e per l'ammortamento ordinario possono valere convenzioni di calcolo diverse: per esempio giorni effettivi su anno civile (365/365) oppure mesi da 30 giorni su anno di 360 (30/360). Le disposizioni di Banca d'Italia sulla trasparenza (bancaditalia.it) prevedono che le condizioni economiche del finanziamento, comprese le modalità di calcolo degli interessi, siano indicate nei documenti informativi e nel contratto: chiedi quale convenzione si applica al tuo caso.
Un caso con i tassi di ottobre 2026
Partiamo da parametri di mercato aggiornati. Il 7 ottobre 2026 l'IRS a 20 anni (stima dalla curva AAA della BCE) è al 3,77%, mentre l'Euribor a 3 mesi, media di settembre 2026 (BCE), è al 2,635%: i valori aggiornati sono nell'osservatorio tassi. Aggiungendo uno spread bancario di 1,20 punti percentuali (ipotesi illustrativa), un mutuo a tasso fisso a 20 anni risulta intorno al 4,97% TAN; puoi simulare il tuo caso con il calcolatore mutuo a tasso fisso.
Ipotizziamo:
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Importo mutuo | 180.000 € |
| Durata piano di ammortamento | 20 anni (240 mesi) |
| TAN fisso | 4,97% |
| Rata mensile ordinaria (post-preammortamento) | circa 1.185 € |
| Totale interessi ordinari (senza preammortamento) | circa 104.400 € |
Ora vediamo cosa succede se il contratto prevede un preammortamento contrattuale di 6 mesi (uno scenario plausibile per una casa in avanzato stato di costruzione).
Interessi mensili durante il preammortamento: 180.000 × 4,97% / 12 = 745,50 €/mese
| Durata preammortamento | Interessi totali pagati | Capitale rimborsato |
|---|---|---|
| Nessuno | 0 € | — |
| 6 mesi | ~4.473 € | 0 € |
| 12 mesi | ~8.946 € | 0 € |
| 24 mesi | ~17.892 € | 0 € |
In tutti questi scenari la rata ordinaria da 1.185 € rimane identica, perché il piano di ammortamento successivo è calcolato sullo stesso importo iniziale. Il preammortamento è quindi, letteralmente, un sovrapprezzo rispetto al costo puro del mutuo.
Non è denaro buttato — hai avuto la disponibilità del capitale per acquistare o costruire — ma è denaro che non riduce di un euro il tuo debito. Per questo è importante trattarlo come una vera e propria voce di spesa iniziale, alla pari di tutte le voci da mettere in bilancio quando compri casa.
Preammortamento su tasso variabile: attenzione al rischio
Se il tuo mutuo è a tasso variabile, l'importo della rata di preammortamento cambia seguendo l'Euribor. Con l'Euribor a 3 mesi al 2,635% (media di settembre 2026) e uno spread di 1,20%, il TAN sarebbe intorno al 3,84%, cioè circa 575 € al mese di soli interessi su 180.000 €. Il rischio non è teorico: dopo i rialzi dei tassi BCE di giugno e settembre 2026, la media mensile dell'Euribor a 3 mesi è passata dal 2,028% di gennaio al 2,635% di settembre, circa 91 € in più al mese di soli interessi sullo stesso capitale. Se durante i 12 mesi di preammortamento l'Euribor salisse di altri 50 punti base, la rata di soli interessi passerebbe da circa 575 a circa 650 €/mese — un incremento del 13% su una spesa che, ricordiamolo, non riduce il debito. Il simulatore Euribor permette di stressare questo scenario prima di firmare.